Conoscere le lingue può davvero SALVARE la vita!
Non ci credete? Be’ leggete questa storia, sono certa che cambierete idea!
Ma lasciate che vi avverta, sto per raccontarvi le vicende della terza donna più criticata della storia dopo la D’Urso e la Merkel 😛
La Malinche, che gli spagnoli chiamano Marina, proprio come la protagonista della canzone, è una ragazza mora ma carina, anzi, in realtà è piuttosto bella. Nasce in Messico all’inizio del 1500, nell’attuale stato di Veracruz, quindi parla il NAHUATL degli AZTECHI (memorizzate questo dettaglio perché è molto importante).
All’età di 10 anni le muore il padre e la madre che fa? si risposa e pensa bene di disfarsi di lei, quindi la vende a un trafficante di schiavi, e qui avrebbe potuto fare già una brutta fine, invece il tizio riesce a piazzarla a un commerciate di Putunchán, una località MAYA perché questo casualmente cerca qualcuno che parli il NAHUATL e guarda caso c’è lei disponibile. Quando si dice trovarsi nel posto giusto al momento giusto!
La ragazza è sveglia, capisce subito quanto sia importante comprendere cosa dicono i padroni e in men che non si dica impara il Maya. Ci siete fin qui? Bene, andiamo avanti.
Nel 1519 arriva Hernán Cortés sulle coste dello YUCATAN (proprio dalle parti di Cancún e playa del Carmen, dove ci piace tanto andare in vacanza) e in un paio d’ore fa fuori circa 200 indigeni, così giusto per far capire chi comanda.
I malcapitati si rendono conto che c’è poco da combattere e offrono in dono ai conquistadores cibo, gioielli e una ventina di schiave, tra cui ovviamente Malintzin, (questo il suo nomignolo).
Le donne prima di essere offerte agli invasori però vengono battezzate ed è così che Malinche diventa Marina.
La ragazza, come vi dicevo, era particolarmente affascinante quindi viene data a quello dal rango più alto, tal Alonso Hernández Portocarrero, un nobile spagnolo.
Alcuni giorni dopo, la spedizione si dirige verso il porto di Veracruz e Cortés porta con sé Gerónimo Aguilar, un prete spagnolo che era stato prigioniero dei maya e che quindi aveva imparato la loro lingua.
Vanno li per incontrare i messaggeri di Moctezuma (dai che ve lo ricordate, il più grande imperatore Azteco), ma non riescono proprio a comprendersi perché loro parlano NAHUATL, ma Gerónimo solo il MAYA. Per fortuna con loro c’era la nostra Marina che guarda un po’ annusa l’opportunità e si offre di tradurre. All’inizio il procedimento è un po’ macchinoso: i messaggeri parlano a lei in NAHUATL che traduce e Gerónimo in MAYA che poi riferisce a Cortés in SPAGNOLO.
Quel preciso istante cambia per sempre il destino della ragazza che diventerà d’ora innanzi Doña Marina, un titolo dato solo alle donne nobili, per riconoscerne l’importanza.
Doña Marina in breve tempo imparerà anche lo spagnolo e accompagnerà Cortés durante tutto il processo di conquista, diventando la sua amante e dandogli anche un figlio.
Senza di lei Cortés non avrebbe potuto trattare alcun affare con gli Indiani e probabilmente senza la sua presenza la conquista dell’America avrebbe avuto un esito diverso.
Una traduttrice dunque o una traditrice?