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"Aquí te dejo un regalo, mi Flaca, en agradecimiento por estos días que nunca olvidaré. Solo te pido una cosa, que lo abras cuando me haya ido"

La Habana, 1995, il regista Fernando De France e Pau Donés “el líder de Jarabe de Palo” sono appena arrivati nella capitale cubana per girare il video della canzone “El Lado oscuro”. Il viaggio è stato lungo, ma non vedono l’ora di esplorare la città e soprattutto di assaporarne il flow, quindi posano i bagagli e corrono alla Tasca, una discoteca dalle parti del Malecón.
Si siedono al bancone del bar, ordinano un mojito e si godono lo spettacolo di quei bailaores improvvisati, non si uniscono a loro, ma non possono fare a meno di farsi trascinare da quei ritmi così travolgenti e già immaginano il sound del prossimo disco.

Dopo un po’ però davvero non riescono più a stare in piedi, il jet lag e il lungo viaggio iniziano a farsi sentire, quindi decidono che è ora di andare a riposare in hotel, ma proprio mentre stanno salutando quel barista incredibilmente simpatico dal nome così filorusso, entra nel locale una donna di una bellezza indescrivibile. Indossa un abito in chiffon rosso semitrasparente che accarezza dolcemente quel corpo snello e slanciato dalla pelle color ambra scuro e due occhi così lucenti che sembrano due soli e che parlano da soli, come racconta lo stesso protagonista nel suo libro di riflessioni, “50 palos” – guai a chiamarlo autobiografia «perché le biografie puzzano di morto e io, per fortuna, non lo sono ancora» diceva.
“Una Dea, ecco cos’era”.

Si avvicina a lei e le racconta che stanno cercando la protagonista del loro nuovo videoclip. Pau la guarda in quegli occhi profondi, color negro de la Habana, e non può fare a meno di perdersi. “Saresti perfetta per questo ruolo”, non riesce a trattenere le parole di bocca, è completamente folgorato. Senza chiedere altro Alsoris, questo il nome della ragazza, accetta.
Pau, che da sempre è abituato a mordersi la vita, non si fa scappare l’occasione e trascorre con Alsoris due tra le settimane più intense della sua vita.
Racconterà di essersene innamorato in un istante e che gli bastarono 15 minuti seduti al tavolino dell’hotel in cui alloggiava, mentre la sua musa era ancora avvolta nel sonno, per scrivere il testo del brano che avrebbe cambiato per sempre la sua carriera di cantante.

La historia termina ahí, en el aeropuerto de Varadero: “Me di la vuelta y al mirarla me di cuenta de que ya había abierto el sobre (la busta).
Estaba llorando a la vez que leyendo esa corta poesía que con los años se convertiría en la canción que puso a Jarabe de Palo en el mapa, La Flaca.