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La prima volta che li ho sentiti ho pensato: caspita, sono proprio forti, sta a vedere che questi faranno strada? Anzi è probabile che siano proprio loro ad aprire la strada a un genere musicale che non si fa etichettare facilmente, ma che rompe barriere e vede nella fusione di stili, ritmi, lingue e culture la vera ricchezza. Poi non ho potuto fare a meno di fare un paragone tra loro, JNueve, che come dice il loro nome rappresentano il “Nuovo” e le generazioni di musicisti, figli di immigrati latinoamericani che dagli Usa hanno portato la loro cultura ibrida ovunque, arrivando oggi a dominare la scena mondiale.

Li ho intervistati in occasione del lancio del loro ultimo singolo, “Analógicamente”, un pezzo che ha alla base un messaggio importantissimo e che porta con sé grande saggezza se si pensa all’età dei membri del gruppo. È un invito a tornare alle origini dell’essere, a comportarci “de forma analógica” e a liberarci di tanto in tanto della rete in cui ci imprigiona la tecnologia per vivere l’amore in modo diretto e autentico, “come si faceva una volta”.

Sky, Cisne, Evy, Santi, il vostro primo album “Apuesta”, è stato appunto, “una scommessa”, (tradotto dallo spagnolo), che cosa rappresenta per voi invece questo nuovo singolo dal titolo “Analógicamente”?

Rappresenta l’inizio di un nuovo cammino, un nuovo percorso musicale che affonda le proprie radici nel passato, ma che si proietta verso il futuro. Sentiamo di essere cresciuti come gruppo e come persone. Grazie anche al tanto tempo che trascorriamo insieme, le idee fluiscono e si fondono andando a concretizzarsi in nuovi percorsi musicali.

Sentiamo che si è chiusa una tappa e che sta iniziando un nuovo percorso per noi, stiamo marcando nuovi territori e non vediamo l’ora di portare al nostro pubblico la nostra novità.

A chi vi rivolgete? chi è il vostro pubblico? 

– Parliamo ai figli dei tanti latinoamericani in Italia, anzi in Europa, ma anche ai nostri coetanei italiani che sembrano apprezzare moltissimo la nostra musica. La nostra parola chiave è “versatilità”, non ci piace incasellarci in un unico genere musicale, sentiamo di non volerci rivolgere ad un pubblico ristretto, infatti come dicevamo, ci ascoltano i ragazzi della nostra età, ma anche i meno giovani, crediamo che la nostra musica sia capace di trasmettere messaggi universali, attraversare frontiere e per questo motivo arrivare al cuore di molte persone.  

A proposito di cuore, le vostre canzoni parlano soprattutto d’amore, giusto?

Si, sicuramente l’amore è al centro dei nostri temi, ma perché pensiamo che debba essere messo al centro delle nostre vite. In “Analógicamente” portiamo in scena l’amore infantile, il più puro e autentico, ciò che intendiamo rappresentare è che l’amore non è solo quello tra partner, ma è alla base di ciò che facciamo ogni giorno.  L’ amore per noi stessi, per la nostra terra d’origine, per quella in cui viviamo, per la musica e per gli altri. Secondi noi, è intorno a questo sentimento, che al suo interno ne racchiude molti altri, che dovrebbe girare il mondo.

 

– Che meraviglioso messaggio, a chi vi ispirate per creare la vostra musica?

Anche qui, possiamo dirti che ci piace ascoltare di tutto, non ci precludiamo nessun genere musicale, dalla bachata alla salsa, dalla cumbia al reggaeton, ci piace trarre ispirazione da diversi artisti, chiaramente ciascuno di noi ha le proprie preferenze, ma non abbiamo un solo artista di riferimento.

– E che cosa mi dite di “To Loco” il brano in collaborazione con Grupo Extra?

Per noi è stato un grandissimo onore collaborare con artisti del calibro di Grupo Extra, sentiamo di aver imparato moltissimo da loro e di esserci portati a casa un grande bagaglio d’esperienza. Abbiamo potuto vedere da vicino con quanta serietà e professionalità operano i grandi musicisti e non possiamo che prendere esempio da loro. 

– Versatilità e mix culturale: questi gli ingredienti del vostro successo, ma parlate anche itagnolo?

Ahha, ridono! Non ancora. Ma non ci neghiamo nessuna possibilità in futuro. Siamo portatori di una cultura ibrida, quindi perché no.

– Quindi come nascono i vostri pezzi?

Ogni volta che ci incontriamo mettiamo sul tavolo idee, ispirazioni, esperienze personali che poi portano alla creazione musicale. Ogni brano che abbiamo creato è nato dall’unione di ciò che ciascuno di noi ha deciso di portare, in ogni pezzo c’è sempre il contributo di tutti.

Lo scorso anno vi abbiamo visti sul palco del più grande evento latino d’Europa, il Milano Latin Festival, quest’anno ci sarete?

Assolutamente sì. Siamo grati al Milano Latin Festival che ha creduto in noi e che ci ha supportato sin dalle prime fasi. Quest’anno siamo entusiasti di annunciare che apriremo i concerti dei grandissimi artisti che si esibiranno sul palco del MLF, Ozuna, Prince Royce, Nicky Jam, Manuel Turizo solo per citarne alcuni, e siamo davvero elettrizzati.

– Non posso che farvi un enorme in bocca al lupo e non vedo l’ora di ascoltarvi e vedervi dal vivo e di ascoltare i vostri nuovi brani!

Grazieeee! Ci vediamo al MLF!

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